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RECENSIONI DEL ROMANZO "L'ABISSO DI HATUTU" DI FOLCO QUILICI

Clicca qui per leggere la recensione di Giovanni Russo


Altre recensioni:

Una grande avventura, la sfida a un mostro gigantesco mai visto vivo da occhio umano.
(Corriere della Sera - 4 settembre 2001)

Atmosfere e suggestioni, degne della miglior tradizione. La lettura coinvolge il lettore.
S.Sa. (Il Sole 24 Ore - 14 ottobre 2001)

Sullo sfondo, gli scenari di una natura agonizzante ma ancora possente impersonata dal gigante degli abissi.
Valerio Massimo Manfredi (Panorama - 11 ottobre 2001)

"L'Abisso di Hatutu" si qualifica un poema narrativo in cui l'autore mette in gioco la sua coscienza e la sua visione del mondo. Ottimo risultato.

Alberto Bevilacqua (Grazia - 24 ottobre 2001)


A dare spessore al romanzo di Quilici il tema della sfida: l'epopea dell'uomo che sceglie di avventurarsi nell'ignoto.
Francesco Fantasia (Il Messaggero - 1 novembre 2001)

Come cavalcare la tempesta, ritrovarsi al centro di una bomba meteorologica e sopravvivere saltando oltre la tromba d'aria.
(Il Giornale - 4 novembre 2001)

Racconta di flutti, abissi e creature che l'abitano: pagine, quelle di Folco Quilici, con le suggestioni della grande avventura.
Silvia Ugolotti (Gazzetta di Parma - 26 ottobre 2001)

Poi la fantasia inserisce un eroe che, nel contrasto con una natura sorprendente, diviene epico e titanico. Come, ad esempio, in Melville.
Roberto Farina (La Voce - 20 ottobre 2001)

"L'Abisso di Hatutu" di Folco Quilici si iscrive di diritto al club dei grandi libri d'avventura ().
Domenico Cacopardo (Corriere di Sicilia - 12 novembre 2001)

Pagine bellissime, che estrapolate potrebbero finire in un'antologia dedicata ai grandi scrittori italiani (…) Un vero equilibrio tra l'intreccio della storia degna di un giallo e la straordinaria poesia della natura.
Giovanni Russo (Incontro del 13 novembre 2001)

 

Folco Quilici primeggia, con pochi altri, nel campo delle letterarie avventure, marinaresche e non, grazie a una vena tutta sua, così come, per altro verso, ha inciso il suo nome in qualità di gran documentarista di viaggi, paesaggi, miraggi.
Claudio Toscani (Osservatore Romano - 2 febbraio 2002).

 

(F.Q.)… da buon timoniere, sa tenere la barra del racconto, senza perdere mai di vista l'interesse della vicenda, con una serie di sapienti incroci, emozioni, colpi di scena, sullo sfondo di un paesaggio tanto affascinante quanto minaccioso.
Giorgio Calcagno (Il nostro tempo - 3 febbraio 2002)